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Riparte la tournèe di Venditti “Dalla pelle al cuore”
By Redazione | novembre 15, 2008
«Ho la presunzione di sentirmi un artista contemporaneo e non un ectoplasma: salirò sul palco, ancora una volta, per sfidare me stesso». Antonello Venditti ha la voce roca, sembra quasi irriconoscibile. Ma quando intona Dalla pelle al cuore, «un pezzo difficilissimo, con un arrangiamento strepitoso», sembra l’Antonello di sempre.
Con le prove generali di oggi ad Ancona, l’artista romano riparte con il tour invernale Dalla pelle al cuore (martedì al Palalottomatica di Roma, poi tra gli altri il 29 novembre al Pala Olimpico di Torino e il 20 dicembre al Datchforum di Milano). «Una tournée per i ritardatari – gioca Venditti – a cui assicuro diverse sorprese. Mi rimetto al pianoforte, forse con qualche ospite, cantando i miei brani ogni volta in modo diverso. Ma senza stravolgerli, né massacrarli. Poi c’è il rito di cantare insieme, di sovrapporre dei riff, anche se c’è sempre un tempo per tutto». Ammette che dal 2004 «ho rivisto tutte le mie canzoni e ho deciso di riarrangiarle in maniera contemporanea – prosegue il cantautore che oggi pubblica anche un cofanetto Special Edition di Dalla pelle al cuore – e quindi può uscire una Notte prima degli esami acustica o Ci vorrebbe un amico elettronica. In questo modo, sembra che li ho scritti oggi». Venditti, 60 anni a marzo, «non è ancora tempo di bilanci, l’età non conta e io non guardo al passato», si definisce un cantante «molto esigente, con la fissa del suono, degli strumenti, mai ripetitivo», anche in grado «di salire sul palco con l’arpa e farmi riconoscere, perché ognuno ha il suo timbro».
Non ha paura di raccontare che la sua vita è stata un continuo «sbandamento tra rock e folk, cosa che mi ha dato un certo equilibrio e che oggi mi permette di recuperare le radici del rock. Ai miei tempi non c’erano solo De André e Dylan, c’erano anche Led Zeppelin e Jimi Hendrix: è il bello di poter scegliere. E’ incredibile come ci siano canzoni dalle sonorità rock ma con testi non tipicamente rock. Vasco insegna».
Venditti non si limita a parlare di musica. Uno sguardo al look: «Non ha una logica. Perché non cambio? Magari gli occhiali? Non ci ho mai pensato, farei ridere. Anche se qualcosa nel tempo è sparito, come il montgomery e il cappello. E anche il pianoforte bianco». E della sua Roma in crisi, che dice? «Non si discute, si ama. Quando perde, tutta la città è triste, infatti piove. Ora si può solo fare meglio. E ha una grande opportunità. A maggio si gioca una finale importante a Roma…». Non dice Champions League. Per lui resta Roma Capoccia. (da Leggo)
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