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    Terence Hill torna in tv con il genere che l’ha reso famoso

    By Redazione | novembre 21, 2008

    Trentotto anni dopo, Terence Hill torna a cavallo: Mediaset sta girando Doc West, film per la tv in due puntate che vede il ritorno di Terence al genere che lo ha reso famoso – prima di diventare Don Matteo – nei panni di Trinità. In uscita nella primavera del 2009, la minifiction è un salto nel vuoto: il genere è “morto” da tempo e il pubblico potrebbe non recepire il prodotto. Nel cast, oltre Hill, anche Ornella Muti, Paul Sorvino, Clare Carey il cavallo Casey, il magnifico frisone cavalcato da Antonio Banderas in Zorro.

    La storia è quella di un dottore che, oppresso dai sensi di colpa per aver fatto un grande errore nella sua carriera medica, abbandona la professione. E vaga per il selvaggio west giocando a poker e tirando di pistola, nel tentativo di dare di che vivere a un bambino, rimasto orfano a causa del suo errore. All’inseguimento di un gruppo di banditi, si ritrova in un villaggio guidato dallo sceriffo Basehart (Paul Sorvino). Qui Doc West torna ad esercitare la professione medica. «La forza di questa storia è aver dato un passato al mio pistolero – racconta Terence, 70 anni a marzo, all’anagrafe Mario Girotti -: avevo rinunciato all’idea di fare western, perché l’eredità di quanto fatto in passato era pesante. Ma Doc West è una scommessa che mi sono sentito di giocare. È una via di mezzo fra Il mio nome è Nessuno e Trinità». Rispetto ai film di allora però «non si ride, si sorride. I tempi sono diversi, il pubblico è diverso».

    Terence Hill, dopo svariato tempo, «bacerà di nuovo una donna sullo schermo», annuncia il regista Giulio Base. Non sarà però l’unica storia d’amore: Ornella Muti nel secondo episodio sarà la vecchia fiamma dello sceriffo Basehart, tornata in paese per partecipare a un torneo di poker organizzato per raccogliere fondi per costruire un ospedale. «È il mio primo western – racconta la Muti – mi sto divertendo tantissimo a interpretare questa donna tosta, che deve sopravvivere in un mondo di uomini. Mi piace essere un po’ cattiva».

    Riprovano a chiamarlo Trinità. Ma non sarà Trinità, sarà un vecchio medico mezzo pistolero e mezzo giocatore d’azzardo. Terence Hill torna a 69 anni e senza l’altra metà della mela, Bud Spencer, al western, anzi alla prima Fic-spaghetti-West. Già, sarà una film tv, una fiction, quarant’anni dopo quei spaghetti-western tipo Dio Perdona, io no… poi evoluti in Trinità. Fu un passaggio forse casuale. Film paradossali per la loro ingenuità, la fretta della realizzazione e la storia, seguirono un’intuizione geniale: trasformare il tentativo di scimmiottare i western americani da un triste paradosso a un allegro paradosso. E arrivò il successo. Grazie alla coppia Mario Girotti-Carlo Pedersoli, trasformati come spesso accadeva in quegli anni in Terence Hill e Bud Spencer. Il nome americano, fasullo come i western, attirava, ingannava nella sua finzione, come la plastica. Pensate, anche Giuliano Gemma, pistolero ben più affermato, a volte venne spacciato per Montgomery Wood.

    L’idea Hill-Spencer riproponeva una sorta di Stanlio e Ollio, “seccardino furbo” e “ciccione goffo”. E giù botte. Qualche proposito furfanteggiante che si trasformava in opera di bene, qualche occhiata languida alla bellona e tanti pugni. Ma come nei cartoni animati, si moriva poco. Nel mare di film vietati ai 14, in Trinità sembrava vietato morire, esagerare con la violenza. Gli schiaffi erano risate.

    Questo ritorno di Terence Hill sarà targato Mediaset. Senza Bud Spencer per limiti di età. Continuiamo a chiamarlo nostalgia, o mancanza d’idee, fate voi. Fatto sta che in tv, come cantavano i Camaleonti in quegli anni, non c’è niente di nuovo.

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