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Un giorno con la Bestia Baptista
By Redazione | novembre 19, 2008
ROMA – Lo incontriamo al ristorante che ha un nome che è tutto un programma,
L’imperatore. Proprio come è e si sente oggi Baptista dopo quella capocciata decisiva nel derby. E’ in una saletta riservata, al suo fianco le donne della sua vita, mamma Wilma, alla quale Julio Baptistal’imperatore assomiglia in maniera imbarazzante, e la fidanzata spagnola, Silvia, studentessa universitaria che, tra un esame e l’altro, come può sbarca a Roma per stare con il suo amore. Sorride, Baptista, soprannominato « la bestia » , quando gli andiamo incontro. In mattinata aveva rilasciato una lunga intervista radiofonica all’emittente Radio centro suono sport,
cominciando a toccare con mano cosa può voler dire un gol decisivo nel derby della Capitale. Ha appena acquistato tutti i quotidiani del mondo per godersi la copertina di se stesso dopo un derby che per lui rimarrà indimenticabile, sfoglia i giornali e continua a sorridere. Ci presentiamo con il timore di essere respinti con perdite, invece il brasiliano, che nella vita privata è l’esatto contrario del suo soprannome, ci chiede solo di aspettare qualche minuto, il tempo di concludere il pranzo. Poi via nel racconto del derby e, soprattutto, del dopo: «E’ stata una notte fantastica, la più bella da quando sono arrivato a Roma. Me lo sentivo che avrei segnato, le partite come i derby le ho sempre sentite sulla pelle, mi aumenta naturalmente l’adrenalina, avverto l’attesa dei tifosi e per questa ragione ho motivazioni straordinarie. E’ stato bellissimo, non ho mai vissuto un’emozione del genere. Quando ho visto il pallone in fondo alla rete, nella porta tra l’altro sotto la nostra Curva, per qualche secondo ci ho capito poco, poi ho guardato verso gli spalti e vedere quei sorrisi, quei balli, quella straordinaria follia della nostra gente mi ha riempito di gioia. Un calciatore vive per partite così. Sono orgoglioso di esserne stato un protagonista » .
Che, poi, queste sfide sono le partite di Julio Baptista. Con i derby ha sempre avuto un feeling particolare, quando la posta in palio ha un valore diverso, il brasiliano è uno che risponde quasi sempre presente, come per esempio gli è capitato nella finale di coppa America contro l’Argentina segnando il primo, straordinario gol del suo Brasile come gli è capitato anche in altre stracittadine che ha giocato: «Mi piace giocare i derby. In precedenza avevo già segnato nelle sfide che avevo giocato a San Paolo, Madrid e Londra. In Brasile con il San Paolo avevo fatto gol all’Ituano, poi a Madrid con il Real avevo realizzato la rete decisiva in un derby contro l’Atletico e quando ero nell’Arsenal ho segnato al Tottenham in uno dei derby più sentiti d’Inghilterra» .
Eppure, nonostante di derby se ne intenda, quello di Roma lo ha sorpreso. Pensava di aver vissuto tutto o quasi nel mondo del calcio, la stracittadina della capitale gli ha fatto capire perché sia necessario il quasi: «L’atmosfera, le emozioni che mi ha regalato il derby di domenica scorsa, non le avevo mai vissute. In campo si avvertiva un’energia e una tensione incredibili, se uno guardava lo stadio rimaneva impressionato, mai vista una cosa del genere. E pensare che avevano cercato di prepararmi, tutti mi avevano parlato di una partita speciale, come non ce ne sono altre, eppure sono rimasto sorpreso da quello che ho visto e vissuto. Roma è una città straordinaria di cui ormai sono innamorato. E’ stata una notte fantastica che ho concluso nella serenità della mia famiglia, contento di aver fatto felice il popolo romanista. Mi auguro che questo sia solo l’inizio di una nuova Roma. Possiamo migliorare ancora tanto. A cominciare dal sottoscritto. Non sono ancora al top della condizione fisica, mi manca il ritmo partita, era tanto tempo che non giocavo novanta minuti. Ora potrò fare soltanto meglio» . Detto dalla Bestia non può che suonare come una minaccia. (As Roma)
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